Nell’andare al Signore ci attende un cammino di conversione per una vita cristiana coerente alla nostra fede in Gesù.
Noi battezzati siamo discepoli di Cristo e il discepolo segue l’esempio e l’insegnamento del Maestro.
Ascoltiamo l’invito di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, che dice ad ognuno di noi:
“ Fate tutto quello che Egli vi dirà”.
Durante una festa di nozze venne a mancare il vino e Maria se ne accorse e andò da Gesù dicendogli semplicemente “ Non hanno più vino”. Nonostante l’apparente diniego di Gesù, Maria dice ai servitori di fare quanto viene loro detto e, avendo questi eseguito le parole di Gesù, il vino fu abbondante e buono per la gioia degli sposi e degli invitati.
L’Evangelista Giovanni, che narra l’evento, aggiunge che con questo segno Gesù manifestò la Sua gloria e che i discepoli credettero in Lui. Gesù, dunque, diede inizio alla Sua missione dopo che Maria chiese il Suo intervento.
Il Figlio, anche se è Dio, non può dire di no alla Madre e pertanto se noi ci rivolgiamo a Lei, invocando il Suo aiuto, Gesù verrà in nostro soccorso.
Ma i figli devono essere devoti alla Madre perché Ella possa volgere i Suoi occhi misericordiosi su di noi. Saremmo falsi richiedenti se, chiedendo il Suo aiuto, non fossimo a Lei devoti e riconoscenti.
La devozione a Maria è contemplazione della Sua bellezza spirituale, meditando le opere che Dio ha compiuto in Lei;
è imitazione delle Sue singolari virtù particolarmente la castità, l’umiltà, l’obbedienza;
è invocare il Suo Nome, pregando l’Ave Maria o, ancora più salutare il Santo Rosario.
La devozione deve nascere dall’amore a Maria.
Amare Maria perché ha donato a noi Gesù, perché Ella ci ama come Suoi veri figli, trepida per la nostra sorte, è sollecita nelle nostre necessità, non si stanca di provvedere e ottenere il nostro bene spirituale e materiale, ci addita la strada che porta a Gesù.
Sotto la Sua protezione abbiamo tutto da guadagnare.
Ai piedi della croce Maria fu partecipe della sofferenza e della morte del Figlio di Dio e Suo: Ella con il Suo dolore collaborò con Cristo alla salvezza degli uomini, divenendo per noi mediatrice e corredentrice.
Gesù La volle con Sé nel momento più estremo e alto della Sua missione: il suo .sangue versato è unito al dolore del cuore di Maria, avverandosi la profezia del vecchio Simeone:
“ anche a Te una spada trapasserà l’anima” .
Anche noi potremo sostare, come Maria, ai piedi della Croce ed essere partecipi del sacrificio di Cristo.
Ogni volta, infatti, che siamo presenti alla celebrazione della Santa Messa noi siamo sul Calvario e siamo testimoni della morte del Figlio di Dio: nella fede ci uniamo al Suo sacrificio e alla Sua offerta a Dio Padre e diveniamo con Gesù mediatori di salvezza per i nostri fratelli.
Quanta ricchezza di grazia si perde non partecipando alla Santa Messa, quanta abbondanza di doni, invece, si ottiene con la nostra presenza devota e partecipe.
Don Fortunato
