La Quaresima: un Tempo di Ascolto

    Per ascoltare e comprendere occorre silenzio e meditazione. Nulla si ode nel chiasso né ancor meno riflettere.
Per entrare in se stessi e guardarsi dentro è necessario fare deserto intorno a sé e in se stessi.
Dio parla alla Sua creatura nel silenzio, la Sua voce è udibile quando ogni altra voce tace e l’uomo si dispone all’ascolto.

Gesù sale sul monte, allontanandosi dal frastuono della pianura, e dall’alto di questa cattedra ammaestra i Suoi discepoli, che l’hanno seguito.

Dalla sua bocca escono parole di vita, ricche di sapienza che dilatano il cuore alla speranza e addolciscono  gli animi. Gesù, essendo Dio,  è la Verità, le sue parole sono Verità e pertanto il suo insegnamento è autorevole.

Come l’assetato si disseta alla fonte e ne riceve ristoro così è di chi ascolta il Signore ne trova grande Sapienza e conoscenza. Dall’ammaestramento del Signore si impara a conoscere uno stile nuovo di vita fondato sulla mitezza, l’amore per la giustizia, il perdono delle offese, la preghiera anche per chi ci fa del male e soprattutto Amare  Dio e il prossimo a coronamento del nostro agire.
Da Lui impariamo chi siamo, perché viviamo, il fine ultimo del nostro esistere.
(Consiglio la lettura dei capitoli 5, 6 e 7  del Vangelo scritto dall’apostolo San Matteo)

La Quaresima è anche tempo di forte preghiera e penitenza.

Anche Gesù, pur conoscendo ogni sapienza del Padre,  ha voluto ritirarsi nella solitudine del deserto per dare a noi l’esempio. Con il digiuno, la preghiera, l’ascolto dello Spirito, nel silenzio più estremo ha allenato la sua persona alla lotta contro il maligno, riuscendo vittorioso nella prova.
Sono queste le armi che Gesù ha posto nelle nostre mani per sconfiggere il male che è in noi e attorno a noi.
Mortificando quella parte di noi che ci inclina al male, manteniamo santa la nostra persona;
con la preghiera manteniamo vigilante il nostro spirito per non cedere alla tentazione;
obbedienti all’insegnamento del suo Santo Spirito rimaniamo fedeli alla volontà di Dio.

Il tempo santo della Quaresima inizia con la celebrazione di un rito austero e significativo: l’imposizione delle ceneri  sul nostro capo. Esso sta a significare la nostra caducità. Tratti dalla polvere, viviamo per il soffio vitale insufflato da Dio in noi, privi di questo soffio ritorniamo alla polvere.
La sapienza della nostra fragilità e brevità della vita deve condurre a vivere i nostri giorni sulla terra nella costante crescita nell’amore di Dio e nell’operare con bontà e giustizia, perché questo nostro corpo ci sia un giorno restituito glorificato.
Nel ricevere la cenere sul nostro capo compiamo un atto di umiltà e consapevolezza di essere peccatori per questo veniamo esortati a riconoscere i nostri peccati e a credere al Vangelo. Credere al Vangelo è credere in Gesù, Figlio di Dio, nostro Salvatore, Colui che morendo sulla Croce ha perdonato i nostri peccati e risorgendo ha dato a noi la Vita.

La Quaresima è un tempo veramente santo nel quale Dio parla al cuore dell’uomo, lo attira a Sé con legami di bontà, manifesta la Sua misericordia, concede il perdono all’uomo penitente. Sono quaranta giorni durante i quali Dio prepara il nostro cuore purificato dalla penitenza, santificato dalla preghiera, impreziosito dalle opere sante, a celebrare nella riconciliazione ritrovata la gloriosa festa di Pasqua.

Don  Fortunato