La virtù della Speranza viene considerata la sorella minore, in realtà è Lei a tenere per
mano e ad accompagnare le due sorelle maggiori, la Fede e la Carità.
Queste Virtù sono dette teologali perché vengono e ci conducano a Dio: Esse sono necessarie per incontrare e per conoscere Dio ed entrare nel Suo Regno.
La Speranza cristiana è fondata saldamente sulla Parola e nelle promesse di Gesù. La Speranza non può deludere perché, essendo fondata sulla rivelazione di Dio e Dio è Verità, le sue attese saranno portate a compimento.
L’oggetto della Speranza è la Venuta del Regno di Dio.
Noi Cristiani attendiamo il ritorno glorioso del Signore nostro Gesù Cristo: in quel giorno santo ed ultimo il Signore porterà a compimento tutte le Sue promesse e introdurrà gli eletti nel Suo Regno di Luce, di Pace e di Giustizia, avendo definitivamente distrutto il peccato e quanto è sotto di esso e sconfitto la morte, nostra ultima nemica.
Il Regno di Dio contiene tutto ciò che di bello, di buono, di vero il cuore dell’uomo può desiderare e a cui l’animo umano aspira: la sconfitta del lutto e del pianto, del dolore e della morte; il possedere la gioia eterna, la pienezza di vita, di giustizia e di pace, la visione di Dio nella Sua Verità e la piena comunione con Lui, sapendo che il peccato non ha più potere su di noi.
La sete di questi beni sono a noi connaturali, perché Dio, nel crearci a Sua immagine e somiglianza, ci ha resi partecipi del suo stesso Essere e di tutte le Sue ricchezze.
Con la disubbidienza l’uomo si ritrovò nello stato che ognuno attualmente sperimenta nella propria carne ma non è venuto meno il desiderio di quella patria celeste che Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, ci ha restituito con la Sua Morte e Resurrezione.
La Speranza è la virtù che ci accompagna in questo nostro cammino terreno, facendoci pregustare, non nella visione ma nel desiderio, i beni futuri a noi promessi dall’Amore di Dio.
Ogni giorno ci sostiene nelle prove e nelle fatiche, ci preserva dallo scoraggiamento, ci consola nelle tribolazioni, ci dona fiducia nel perdono dei nostri peccati, ci inonda di gioia vera nel farci contemplare il Bene sommo che ci attende nel Paradiso.
Contrariamente a quanto detto da qualcuno, la Speranza è la virtù dei forti, degli umili dal cuore puro, di quanti si adoperano per alleviare i dolori, dei costruttori di pace e di quanti hanno a cuore il bene del prossimo.
La Speranza non appartiene alle persone egoiste e violente, a quanti confidano nelle proprie ricchezze e disprezzano il prossimo, a quanti hanno l’avarizia nel cuore, perché i loro occhi sono rivolti alla sola terra e amano ciò che è vanità divenendo anche essi a loro volta vanità.
La Speranza cristiana trova la sua ragion d’essere nella Resurrezione di Gesù: è nel mistero della Pasqua del Signore che la speranza prende vita. Dalla vittoria di Cristo sulla morte nasce un mondo rinnovato o meglio rigenerato nel quale la Speranza trova la sua dimora per divenire forza e ragione di vita per chi crede e ama Dio, che ha parlato a noi per mezzo di Cristo.
La Speranza è dunque la virtù teologale che ci esorta tra le realtà liete e triste di questa vita terrena a guardare avanti con fiducia e coraggio, perché Il Signore è un Dio fedele che mantiene le sue promesse e non delude i Suoi Figli.
Essa tiene viva la nostra fede ed allarga il nostro cuore all’amore infinito di Dio e del prossimo.
Il 2025 è l’Anno Giubilare e papa Francesco ha voluto invitarci alla Speranza per non lasciarci vincere dal tanto male che è intorno a noi se non dentro di noi.
Auguro che il Giubileo sia per noi tutti un ritorno a vivere con coraggio la Fede sorretti da una viva Speranza per godere eternamente dell’Amore di Dio nel Suo Regno.
don Fortunato
