Natale: Dio viene a visitarci

Ritorna il Natale del Signore. Ritorna nonostante l’indifferenza dell’uomo. Al pari del primo Natale anche oggi l’uomo non si accorge che Qualcuno viene a visitarlo dall’alto.

Siamo troppo presi dalle nostre cose, abitudini e impegni vari per tornare alla grotta di Betlemme; non abbiamo più tempo per queste cose. Dio è lontano dai nostri pensieri e purtroppo anche dal nostro cuore. Non siamo più capaci di amare l’Amore. Un relativismo morale ci rende incapaci di guardare in alto; immersi nelle cose terrene non aspiriamo alle cose celesti.

Dio non si stanca di visitarci. Torna a nascere bambino e si lascia deporre nella mangiatoia in attesa che nuovi pastori, al pari dei primi, vengono ad adorarlo e glorificare Dio fatto uomo. Anche oggi l’Angelo annuncia la nascita del Salvatore e la pace sulla terra per gli uomini pronti a fare la volontà di Dio.

Al pari del tempo del primo Natale anche oggi gli uomini sembrano preferire le tenebre alla Luce ma a differenza di quelli abbiamo maggiore responsabilità, perché avendo conosciuto mediante la predicazione il Cristo non camminiamo più alla Sua Luce, avendo scelto di nasconderla.

Dio, però, non si stanca di inseguire l’uomo e di parlare al suo cuore per attrarlo a Sé con legami di amore. Nonostante la sordità e la cecità dell’uomo di oggi, Dio non cessa di gridare perché la nostra sordità sia vinta e i nostri occhi si aprano alla Sua Luce. Dio sempre opera per la nostra salvezza e anche se sembra essere lontano pur Egli è sempre accanto ad ogni uomo.

La solennità del Natale è il segno vivo di questa operosità del Signore per noi: nascendo, oggi, in mezzo a noi  ci indica, al pari della stella per i magi, la via maestra da percorrere per giungere al luogo della nostra vera pace.

In Cristo l’uomo smarrito trova ogni appagamento del suo cuore, nel seguire il Cristo trova la giusta dimensione del suo vivere e il fine della sua esistenza. Essendo “apparsa la grazia di Dio, cioè Cristo, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà” ( lettera a Tito 2,11-14 ), abbiamo un Maestro e una Guida.

La Sapienza di Dio si è resa visibile nella nostra natura umana per istruirci e guidarci, perché, uscendo dalle tenebre dell’errore, possiamo camminare nella Luce della Verità e, sciolti da ogni laccio di peccato, vivere nella Libertà dei Figli di Dio.

A tutti l’augurio di un SANTO NATALE e di un Nuovo Anno di pace.

Don Fortunato